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Achermann

Per riuscire a cambiare direzione in modo continuo e senza
trascinamento, le ruote anteriori di un veicolo, quando percorrono una
curva, devono essere sterzate con angoli leggermente diversi.
La ruota interna,
infatti, percorre una circonferenza di raggio più stretto e, se si vuole
che non si verifichino strisciamenti nel contatto ruota - terreno, deve
essere sterzata con un angolo maggiore rispetto al corpo dell'auto
(basta pensare al modo in cui gli atleti che partecipano ad una gara di
corsa sui 400 metri sono scaglionati al momento della partenza per
rendersi conto di questa necessità). Questa differenza diventa ancora
più grande al restringersi della curva.
I progettisti delle auto riescono ad ottenere questo risultato
predisponendo la geometria dello sterzo in base al sistema a
quadrilatero articolato denominato quadrilatero di Ackermann, dal nome
del tecnico tedesco Rudolf Ackermann; il sistema è anche conosciuto con
il nome di quadrilatero di Jeantaud, dal nome del tecnico francese
Charles Jeantaud che nel 1878 ne realizzò una prima versione.
Il principio di Ackermann afferma che, quando un veicolo effettua una
sterzata, le linee immaginarie ad angolo retto rispetto al piano di
mezzeria delle ruote devono incontrarsi in uno stesso punto, il
cosiddetto punto di istantanea di rotazione che è il punto attorno al
quale la macchina sta effettivamente girando.
Per permettere
alle ruote anteriori di spostarsi in base al principio di Ackermann, i
bracci dello sterzo delle ruote anteriori sono inclinati in modo che due
rette immaginarie passanti per essi si incontrino al centro dell'assale
posteriore.
In realtà, le caratteristiche di tenuta di strada dei pneumatici
consentono leggere variazioni rispetto ad una rigida applicazione del
principio di Ackermann (che, comunque, rimane valido) e si utilizzano
così dei meccanismi che producono un'ottima approssimazione della
situazione ideale.
Un angolo di Ackermann pronunciato si traduce in un comportamento di
guida dolce e prevedibile: la macchina percorrerà le curve con
precisione, senza che le quattro ruote tirino verso direzioni diverse.
Un angolo minire, invece, da più direzionalità, specialmente
nell'inserimento di curva, ma non è garantito che ogni tanto l'avantreno
non "scappi" creando così un raggio di sterzata non uniforme.
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