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Batterie

TABELLA DI LETTURA DELLE TENSIONI FORNITE DAI PACCHI BATTERIE IN FUNZIONE DEL NUMERO DEGLI ELEMENTI CHE COMPONGONO LA BATTERIE

NUMERO CELLE

1

4

5

6

NUMERO CELLE

1

4

5

6

Se usando il tester Digitale leggete questi valori di tensione il pacco batterie è da considerarsi SCARICO

1,10 4,40 5,50 6,60

Se usando il tester Digitale leggete questi valori di tensione il pacco batterie è da considerarsi  MEZZO SCARICO

1,26 5,04 6,30 7,56
1,11 4,44 5,55 6,66 1,27 5,08 6,35 7,62
1,12 4,48 5,60 6,72 1,28 5,12 6,40 7,68
1,13 4,52 5,65 6,78 1,29 5,16 6,45 7,74
1,14 4,56 5,70 6,84 1,30 5,20 6,50 7,80
1,15 4,60 5,75 6,90 1,31 5,24 6,55 7,86
1,16 4,64 5,80 6,96 1,32 5,28 6,60 7,92
1,17 4,68 5,85 7,02

Se usando il tester Digitale leggete questi valori di tensione il pacco batterie è da considerarsi CARICO

1,33 5,32 6,65 7,98
1,18 4,72 5,90 7,08 1,34 5,36 6,70 8,04
1,19 4,76 5,95 7,14 1,35 5,40 6,75 8,10
1,20 4,80 6,00 7,20 1,36 5,44 6,80 8,16
1,21 4,84 6,05 7,26 1,37 5,48 6,85 8,22
1,22 4,88 6,10 7,32 1,38 5,52 6,90 8,28
1,23 4,92 6,15 7,38 1,39 5,56 6,95 8,34
1,24 4,96 6,20 7,44 1,40 5,60 7,00 8,40
1,25 5,00 6,25 7,50 1,41 5,64 7,05 8,46
  1,42 5,68 7,10 8,52

COME USARE LA TABELLA

I tre blocchi: scarico, mezzo scarico e carico sono tre soglie abbastanza elastiche e sono dettate da una serie di esperienze pratiche. per cui ricordate che la soglia più bassa (a batterie cariche) indica che vi è un elemento difettoso (od anche due con rendimento sotto la norma).

Le differenze e il comportamento delle Batterie al NiCd e NiMH.

Argomento tratto da RCBAZAR realizzato da Mauro58

 

 

Batterie NiCd e NiMH

Nickel Cadmio (NiCd) — Ben conosciute e robuste, hanno una densità di energia piuttosto bassa. Hanno una vita lunga in termini di cicli carica/scarica. Soffrono l’effetto chiamato “memoria”, che consiste nel ricordare quanta energia si chiede alla batteria e riduce la propria capacità durante il suo utilizzo. Per evitare questo effetto le NiCd vanno periodicamente scaricate.

Le NiCd hanno un tempo di carica che può essere anche molto basso, visto che possono essere caricate con correnti piuttosto alte, forniscono la più alta corrente di scarica ed hanno un costo per ciclo inferiore, ma richiedono maggiore manutenzione (devono essere periodicamente scaricate). Nota: Le NiCd sono costruite con metalli tossici e sono per cui altamente inquinanti, evitare di gettarle sconsideratamente nel cestino dei rifiuti quando sono “morte”.

Nickel-Metal Idrato (NiMH) — Hanno un’alta densità di energia in rapporto alle NiCd e soffrono molto meno dell’effetto “memoria”. Il fatto che abbiano un’alta densità d’energia, sono molto indicate nel modellismo perché a parità di energia richiesta, pesano meno e sono meno ingombranti. Il costo è più elevato delle NiCd, ma non di molto. Per contro hanno una vita più limitata in termini di cicli di carica/scarica e richiedono un procedimento di carica più sofisticato.

L’”autoscarica” è un fenomeno naturale presente in qualsiasi tipo di batteria. Non è dovuto a difetti di fabbricazione, e si presenta in modo più o meno accentuato a seconda dell’anzianità delle batterie e della temperatura: con l’aumentare della temperatura l’autoscarica aumenta. Sia le NiMH che le NiCd hanno una proprietà di autoscarica piuttosto elevate. Le NiCd perdono circa il 10 % della loro capacità entro le 24 ore dopodiché l’autoscarica si attesta intorno al 10-20% / mese: le NiMH hanno un’autoscarica 1.5 volte quella delle NiCd.

Nota: La densità di energia si esprime in Wh/Kg e da un’indicazione della capacità di carica in funzione del peso. Più è alto il valore più le batterie pesano meno a parità di capacità.

 

NiCd

NiMh

Densità di Energia (Wh/Kg)

45-80

60-120

Longevità (Numero di cicli)

1500

Da 300 a 500

Tempo per “carica rapida”

1 ora (tipica)

2 ÷ 4 ore

Tolleranza alla sovraccarica

Moderata

Bassa

Autoscarica / mese

20 %

30 %

Corrente del carico:

Di picco:

Suggerito:

 

20 x Capacità

≤ 1 x Capacità

 

5 x Capacità

≤ 0.5 x Capacità

Temperatura di funzionamento

- 40°C ÷ +60°C

- 20°C ÷ +60°C

Costo / ciclo €

0.04

0.12

 

Batterie al Nickel Cadmio (NiCd)

Vantaggi

Carica semplice e veloce, anche dopo una conservazione prolungata.

Elevato numero di cicli di carica/scarica (se periodicamente scaricate con “manutenzione”): il numero dei cicli possono essere oltre 1000.

Tollerano correnti di scarica elevate

Possibilità di carica e funzionamento garantito anche a basse temperature (fino a – 40°C), ricordatevelo se andate a correre il trofeo “pinguino d’oro” in Alaska…:-)  

Elevata possibilità di conservazione (possono essere conservate per lungo tempo senza rovinarsi anche in condizione “scariche”).

Buona tolleranza alle “cariche selvagge” - Le NiCd sono forse la categoria di batterie ricaricabili più robuste.

Economiche – Le NiCd hanno un basso costo per ciclo

 

Limitazioni e svantaggi

Relativamente bassa densità di energia

Effetto “memoria” – Le NiCd devono essere periodicamente scaricare per prevenire l’effetto “memoria”

Inquinanti : Le NiCd contengono metalli tossici

Hanno una “autoscarica” che non consente di conservarle cariche per lungo tempo

 

Batterie al Nickel Metal Idrato (NiMH)

Vantaggi

Dal 30 al 40 % superiori in termini di densità d’energia: pesano meno delle NiCd a parità di capacità. Hanno energia leggera…e quindi il modello pesa meno.

Effetto memoria quasi inesistente: richiedono cicli di scarica completa meno frequentemente.

Sono poco inquinanti: contengono sostanze poco tossiche e sono quindi meno dannose per l’ambiente.

 

Limitazioni e svantaggi

Vita limitata – specie se “trattate male”, le prestazioni cominciano a degradare dopo 200 ÷ 300 cicli. E’ preferibile non sfruttare mai la loro capacità massima se gli si vuole allungare la vita.

Non tollera le elevate correnti di scarica. Anche se le NiMH sono in grado di fornire elevate correnti di scarica, l’utilizzo ripetuto in queste condizioni riduce la vita in termine di cicli. Le correnti di scarica ottimali sono da 0.2 a 0.5 x C (da 1/5 ad ½ della capacità nominale): quindi se abbiamo delle 1000 mAH verifichiamo che l’assorbimento massimo dei servi e radio non raggiunga i 500 mA.

Tipologia di carica più complicata rispetto alle NiCd. Le NiMH, durante la carica generano maggior quantità di calore ed il tempo di carica è tipicamente più lungo delle NiCd. La carica deve essere controllata accuratamente e richiede caricatori più complicati delle NiCd.

Elevata autoscarica, hanno circa il 50% di maggiore autoscarica rispetto alle NiCd. Non pensiamo di conservarle cariche a lungo

Maggiore criticità di conservazione. Le NiMh dovrebbero non essere conservate in luoghi con temperature elevate. Conservarle in luogo fresco con uno stato di carica residua.

Anche se l’effetto memoria è minore delle NiCd, saltuariamente vanno comunque mantenute con cicli di scarica.

Le NiMH sono più costose delle NiCd.

 

CARICA DELLE BATTERIE: In generale le batterie NiCd e NiMH, possono essere associate a dei contenitori che vanno riempiti di energia, e questi poi sono in grado di restituirla quando richiesta. Il rapporto fra l’energia restituita dalle batterie e l’energia con cui devono venire caricate viene detto “rendimento di carica”. In pratica se il rendimento di carica fosse il 100% avremmo l’energia di carica uguale a quella restituita dalle batterie. Purtroppo il rendimento di carica non è mai il 100% e comunque varia in funzione del valore della corrente di carica (vedremo più avanti come). I costruttori di batterie raccomandano di caricare inizialmente le batterie con una corrente limitata prima del loro uso, questo consente di portare il livello di carica degli elementi di ogni pacco allo stesso livello. Durante l’immagazzinamento delle batterie, l’elettrolita in esso contenuto tende a depositarsi all’interno dell’elemento, ed occorre quindi ridistribuire l’elettrolita con questo processo di carica lenta iniziale. Alcuni carica batterie “intelligenti” hanno infatti il processo di carica diviso in tre fasi: fase con bassa corrente ad impulsi, fase con corrente di carica a regime costante, fase di bassa corrente di mantenimento.

In commercio esistono diversi tipi di caricabatteria: alcuni possono essere utilizzati solo per le batterie al NiCd ed altri sia per le NiMH che per le NiCd. La regola dice che un caricabatteria che va bene per le NiMH va sicuramente bene anche per le NiMH ma non è detto che lo sia viceversa. In ogni caso per poter caricare correttamente le batterie al NiMH deve essere usato un caricabatteria che lo consente. Il motivo di questo, è che le NiMH sono più delicate ed è necessario l’interruzione della carica quando hanno immagazzinato la massima energia che esse possono contenere. Sia le NiCd che le NiMH quando hanno raggiunto la massima carica iniziano a scaldare, ma la temperatura nelle NiMH sale molto più rapidamente delle NiCd e quindi sono più soggette a deteriorarsi: le alte temperature sono poco tollerate dalle batterie. L’andamento della tensione ai capi della batteria durante il processo di carica può essere vista nella “figura 1”: la tensione sale fino a che la batteria non ha raggiunto la massima carica, dopodiché incomincia a scendere.

 

 Figura 1

Questo cambiamento di tendenza denominato “Delta-Peak” o NDV (Negative Delta Voltage) può essere rilevato dai caricabatteria “intelligenti” che provvedono a staccare o ridurre la corrente di carica portandola alla corrente di mantenimento come si può vedere in figura 2 dove viene evidenziato un dettaglio dell’andamento della tensione nella fase NDV.  

           

 Figura 2

Nelle batterie al NiCd la differenza di tensione per ogni cella è di circa 10 ÷ 30 mV, quindi per un pacco da 5 elementi è di circa 50 ÷ 150 mV totali. Per le batterie al NiMH l’NDV è inferiore ed è di circa 10 ÷ 15 mV per ogni cella. Questi valori sono influenzati dalla corrente di carica; maggiore è la corrente di carica e più alto è il valore NDV. Per questo motivo è abbastanza critico riuscire a caricare le NiMH con bassi valori di corrente di carica perché il valore di NDV da rilevare risulta essere molto basso e quindi i caricabatteria possono esser ingannati da eventuali disturbi e dare una batteria carica quando ancora non lo è.

Per consentire cariche più precise alcuni caricabatteria utilizzano il metodo combinato per rilevare sia l’NDV che l’aumento di temperatura della batteria. Per ottenere significativi valori di NDV occorre andare con dei valori di carica di 0.3 ÷ 0.5C (da 0.3C significa 0.3 x la Capacità nominale della batteria. Per esempio 300mA di carica per una batteria da 1000 mAh) o meglio ad 1C. Bisogna pero tener presente che mentre le NiCd gestiscono senza problemi alte correnti di carica, nelle NiMH un valore di 0.5C è già molto.

L’efficienza di carica già descritta precedentemente è in funzione della corrente di carica della batteria: maggiore è la corrente di carica e maggiore è l’efficienza. In una batteria al NiCd l’efficienza è di circa 1.1 (91%) con una corrente di carica di 1C, ma si riduce a 1.4 (71%) per una corrente di carica più tranquilla di 0.1C. La corrente di carica di 1C può essere utilizzata solo controllando il tempo di carica o monitorando  l’NDV o la temperatura delle batterie. La corrente di 0.1C è la tipica corrente di carica per le batterie al NiCd senza “controllo” che si utilizzano per 14 ÷ 16 ore di carica. Utilizzando correnti di carica molto basse < di 0.05C l’efficienza di carica è molto bassa e si corre il rischio di non arrivare addirittura alla carica della batteria.

Per calcolare il tempo necessario alla carica delle batterie occorre applicare la semplice formuletta:

Tcarica = Capacità (in mAH) / Corrente di carica in mA * “coefficiente efficienza”

Per esempio con una batteria da 600 mAh ed un caricabatteria che fornisce 50 mA di corrente, il tempo da tenere sotto carica è:

600 (Capacità) / 50 (Corrente di carica) * 1,4 (coefficiente) = 17ore circa

Se con lo stesso caricabatteria pretendiamo di caricare una batterie da 1000 mA dovremmo tenere le batterie in carica per un tempo maggiore:

1000 (Capacità) / 50 (Corrente di carica) * 1,6 (l’efficienza si riduce per correnti di carica di 20C) = 32 ore !!!

I caricabatteria a corrente costante senza controllo di temperatura ed NDV, possono essere utilizzati solo per le batterie al NiCd: questi forniscono una “corrente costante” per cui l’unica cosa da tenere controllato è solo il tempo di carica, in ogni caso per correnti di carica basse (0.1C) le NiCd tollerano tranquillamente anche tempi di carica maggiori. Occorre tener presente che i tempi di carica sono da considerare per batterie scariche. In teoria se scaricassimo le batterie al NiMH e controllassimo in modo preciso il tempo di carica potremmo utilizzare anche i comuni caricatori a corrente costante, ma la comodità di non dover necessariamente scaricare le NiMH fa si che si preferisce ricorrere a caricatori più sofisticati che danno meno preoccupazioni.

Come detto in precedenza le batterie al NiCd dovrebbero essere scaricate abbastanza frequentemente se intendiamo avere sempre la loro massima capacità. Tuttavia se abbiamo delle batterie “ridondanti” questa preoccupazione viene meno. Per esempio se abbiamo una batteria da 1850 mAh e solitamente per una gara utilizziamo un terzo della sua capacità, possiamo anche ridurre i cicli di scarica o addirittura eliminarli.

Il procedimento di scarica delle batterie deve essere fatto in modo da non portare completamente a zero la tensione ai capi della batteria: si dovrebbe quindi evitare di collegare un carico e lasciarlo collegato per un tempo considerevole (per esempio evitare di collegare una lampadina e tenerla collegata per giorni interi !!!). La tensione ai capi della batteria durante il procedimento di scarica non dovrebbe scendere meno di 0.7÷ 0.8 V per ogni elemento: quindi per una batteria da 5 elementi occorre non far andare la tensione totale meno di 3.5 V.

Un semplice circuito per scaricare le batterie può essere costruito anche senza essere elettronici esperti: basta un saldatore, pochi componenti ed eventualmente uno “scatolino” per inserire il tutto. Poi dallo scatolino facciamo uscire una spinetta dove colleghiamo la batteria. Da notare che il circuito consente di scaricare la batteria con una corrente di circa 100mA e che lo possiamo tenere collegato alla batteria senza la preoccupazione di far scendere troppo la tensione ai suoi capi: la scarica avviene solo fino ad una tensione di circa 3.5 V per il circuito a 5 elementi e di circa 2.8 V per il circuito a 4 elementi. Quì sotto tre schemi per scaricare le batterie con un Led che indica lo stato di scarica: finchè è illuminato significa che la batteria si sta scaricando, quando la luce incomincia ad affievolirsi fino a spegnersi significa che la batteria è scarica. Il circuitino per scaricare un singolo elemento non può avere il Led perché la tensione ai capi della resistenza di scarica è troppo bassa per poterlo far funzionare e bisogna rinunciarvi.

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