Menù
   

Automodelli
   

Carrozzerie
   

Gare
   

Tecnica
   

Micromotore
   

Votami
 


Visita Top Amici 
di Web-Link!

Votami su Mr.Webmaster!

Gratis.it

Vota questo sito!

Votami su migliorsito.com

 

Award
 

 
Contenuti
 

Carburazione

La carburazione ottimale del motore può sembrare un ostacolo insormontabile ma in realtà è abbastanza semplice, basta un po' d'orecchio e capire bene come funziona un carburatore.
Per prima cosa scaldare il motore per un paio di minuti con leggere accelerate.

Regolazione del minimo meccanico: Quando il motore è caldo, circa 85 - 100°, mantenere il carburatore al minimo regime (con la farfalla o pastiglia tutta chiusa) e regolate la battuta della vite fino a quando il motore non raggiunge un regime regolare (intorno ai 1500 giri/min.).


(fig.1)

Il Carburatore ha 3 regolazioni principali:
fig.1) lo spillo della pastiglia del minimo che regola il motore quando parte da fermo o a bassa velocità fino al suo medio regime;
fig.2) lo spillo del massimo che regola il motore ai regimi medio alti cioè alle massime velocità e accelerazioni con il motore in coppia;

fig.3) lo spillo del minimo che regola la carburazione del motore ai regime medio bassi, ovvero in accelerazione.


(fig. 2)

SUGGERIMENTO
regolate sempre lo spillo del massimo in modo che il motore con carburatore aperto al massimo faccia un discreto fumo in rettilineo a dimostrazione di una carburazione "ricca" o "grassa"
ATTENZIONE
perché usando il motore in condizione di carburazione del massimo "magra" si rischia di danneggiarlo per mancanza di lubrificazione.

Carburazione statica: A questo punto procedete con delle accelerate un po' più energiche in modo da percepire in suono del motore ad un livello di giri più elevato. Se esso "singhiozza" oppure sale di giri molto rapidamente (ancor prima che abbiate dato tutto gas) la carburazione è "magra", il volume di miscela che si introduce nella camera di scoppio non è sufficiente alle esigenze del motore. Bisogna svitare lo spillo del massimo fino raggiungere un suono più uniforme del motore stesso e la marmitta deve emettere una discreta quantità di fumo.
Se invece il motore ha difficoltà a salire di giri, "borbotta", sputa molto fumo dallo scarico insieme a olio, la carburazione è "grassa", ovvero troppo volume di miscela entra nella camera di combustione e il motore non riesce a bruciarla.
Avvitare o stringere la vite dello spillo del massimo fino a diminuire la quantità di fumo sprigionato dallo scarico e fino a raggiungere un suono del motore più uniforme ed un regime più elevato.

Carburazione in movimento: A questo punto bisogna effettuare
la carburazione con il modello in movimento girando su un tracciato. I sintomi del motore sono gli stessi ma ora abbiamo un aiuto in più, il modello risente del comportamento del motore per cui la carburazione è ora più semplice. Effettuate un paio di giri per raggiungere la temperatura di esercizio sempre assicurandovi che a pieno gas fuoriesca una discreta quantità di fumo dallo scarico.

Carburazione dello spillo del minimo:
A questo punto provate a fermare il modello per 3-4 secondi e poi provate a partire rapidamente. Se il motore singhiozza ed ha difficoltà a partire, il minimo si alza e non ci sono emissioni di fumo dallo scarico, la carburazione è "magra di minimo", svitate lo spillo fino a quando la partenza e il suono del motore non migliorano.



(fig.3)

Se invece il motore ha difficoltà a salire di giri, sputa molto fumo oppure si spegne quando aspettate al minimo, allora è "grasso di minimo": avvitate lo spillo fino ad ottenere un suono progressivo del motore come ad un sibilo con una leggera emissione di fumo.
Ecco l'ultimo passo: la carburazione dello spillo del massimo. Effettuate due o tre giri in queste condizioni e regolate lo spillo del massimo in modo che il motore abbia una costante accelerazione fino alla fine del rettilineo come un sibilo per tutto il tratto. Effettuando altri 2 o 3 giri se il motore non scende di prestazioni in fondo al rettifilo o su curvoni veloci sotto il massimo sforzo allora la carburazione è OK! In caso di perdita di potenza e calo di giri svitare lo spillo del massimo (ingrassare la carburazione) di 2mm circa e riprovare fino ad ottenere la costanza di prestazioni. Viceversa se in rettilineo sentite il motore "ratare" come se scoppiettasse allora siete "grassi". Chiudete (avvitare) lo spillo del massimo poco per volta.

 Il carburatore dei micromotori: schema generale
   di Luca Serazio

 

Il carburatore nei modelli RC/S, assolve due funzioni principali: miscelare l’aria con il carburante realizzando la miscela che viene aspirata dal motore e controllare il regime di rotazione del motore agendo sulla portata d’aria che può essere aspirata.

L’effetto Venturi

Nel carburatore, per miscelare il carburante con l’aria, si sfrutta l’effetto Venturi (o paradosso idrodinamico) che possiamo vedere come un’applicazione del teorema di Bernoulli. Il fenomeno prende il nome dal fisico scopritore e studioso Giovanni Battista Venturi.

In particolare, si osserva che la pressione di una corrente fluida aumenta con il diminuire della velocità del fluido. Il fenomeno è detto paradosso idrodinamico proprio perchè questo comporta che la pressione di un fluido diminuisce in corrispondenza di una strozzatura poiché, per la legge della portata, la velocità aumenta.

Per sfruttare il fenomeno, si introduce una strozzatura nel condotto di aspirazione dell’aria. In corrispondenza di questa strozzatura si va a posizionare il getto da cui viene aspirato il carburante. Il carburante, aspirato attraverso un condotto sottile, si trova nella depressione che viene a crearsi per effetto Venturi e viene nebulizzato nella corrente d’aria (fig. 1).

Attraverso il principio appena descritto il carburatore è in grado di assolvere alla prima delle due funzioni principali prima elencate: miscelare l’aria con il carburante realizzando la miscela che viene aspirata dal motore. Vediamo ora, nel dettaglio, come è costituito il carburatore di un automodello.

 


Figura 1
 


Il carburatore

In figura 2 è riportato lo schema realizzativo di un carburatore per automodelli, del tipo a scorrimento. La denominazione “a scorrimento” deriva dal fatto che la “ghigliottina” per l’ammissione dell’aria è di tipo scorrevole. Sono però presenti tutti gli elementi necessari per l’analisi del carburatore, anche se quest’ultimo dovesse essere di tipo diverso, ad esempio a cursore rotante.

 


Figura 2
 

 


Vediamo ora in figura 3 come attraverso la ghigliottina a scorrimento sia possibile variare la quantità d’aria che può essere aspirata, controllando il numero di giri del motore.

 


Figura 3
 


Il rapporto stechiometrico

Il rapporto tra la quantità d’aria e la quantità di carburante contenuti nella miscela aspirata dal motore si definisce rapporto stechiometrico.

Per ottenere il massimo dalle prestazioni del motore è necessario che il rapporto stechiometrico sia ottimizzato a tutti i regimi di rotazione. Questo non è banale, basti pensare che un micromotore da competizione è in grado di ruotare a regimi oltre a 40.000 rpm. Al fine di poter controllare il rapporto stechiometrico della miscela aria-carburante aspirata su un così ampio intervallo di regimi di rotazione, il carburatore è dotato di diverse regolazioni che consentono di variarne la configurazione influendo sulla carburazione in diverse condizioni di lavoro.

Queste regolazioni sono gli spilli, vera e propria croce e delizia di ogni modellista. Nle seguito dell’articolo vedremo quali siano i principi di funzionamento delle principali regolazioni presenti in un carburatore per micromotori, al fine di aiutarci a capire e riconoscere i sintomi di una cattiva carburazione e a saper intervenire nel modo opportuno.

 

Il carburatore dei micromotori: gli spilli di regolazione

 

In questo articolo descriveremo la funzione e la regolazione degli spilli del carburatore, allo scopo di capire e riconoscere i sintomi di una cattiva carburazione e saper intervenire nel modo opportuno.

Lo spillo del massimo: il “rubinetto della miscela”

Lo spillo del massimo è letteralmente il rubinetto della miscela.
Avvitando lo spillo del massimo, infatti, si chiude il condotto della miscela, mentre svitandolo si apre (fig. 1).

Figura 1
 

È chiaro quindi come i sintomi di una carburazione troppo grassa siano:
 

  • Spegnimento del motore all’estrazione dell’accendicandela (la candela non riesce a bruciare tutto il carburante che entra, bagnandosi e raffreddandosi);

  • Espulsione di miscela incombusta dallo scarico;

  • Scarse prestazioni (il motore borbotta, quasi gorgoglia, senza prendere i giri perché non riesce né a comprimere, né a bruciare tutta la miscela);

  • Elevata fumosità allo scarico;

  • Temperatura di esercizio molto bassa (è l’alcol contenuto nella miscela che evaporando raffredda il motore)

Attenzione che una carburazione troppo grassa può essere ugualmente dannosa: la biella e gli altri organi meccanici sono costretti agli straordinari per comprimere il carburante in eccesso, che essendo comunque un liquido non è comprimibile.

Analogamente è comprensibile come il principale sintomo di una carburazione troppo magra agli alti si avverta con un calo di prestazioni del motore in rettilineo, a causa dell’impossibilità di aspirare tutto il carburante necessario. Chiudere troppo un motore, oltre ad essere dannoso, non lo fa andare più forte!

Lo spillo del minimo: la carburazione ai bassi regimi

Quando il gas è chiuso e il motore ruota lentamente la quantità di aria che può essere aspirata è molto minore. In queste condizioni la carburazione ottimale richiederebbe di ridurre la quantità di miscela aspirabile e quindi di smagrire la carburazione. Non potendo chiudere lo spillo del massimo “in corsa” è necessario un secondo dispositivo per “chiudere” la carburazione in modo regolabile ai bassi. Questo dispositivo è lo spillo del minimo che, di fatto, permette di “chiudere” il getto del massimo in modo regolabile (fig. 2).

 


Figura 2
 

 

Il sintomo principale di una carburazione magra ai bassi è un minimo irregolare, accelerato nonostante la regolazione del minimo meccanico.

In particolare si avverte un “doppio” minimo: alla fine del rettilineo o dopo aver spinto forte, il motore resta accelerato qualche secondo per poi scendere vistosamente.

Attenzione: una carburazione magra ai bassi è molto pericolosa.

Il motore, quando si chiude il gas, si trova ad alti regimi, ma la carburazione magra ne impedisce di fatto la lubrificazione.

Un secondo sintomo di una carburazione troppo magra ai bassi è il motore che “buca” quando si accelera. In uscita di curva si spalanca il gas e subito il motore anziché accelerare tende quasi a spegnersi.

Al contrario una carburazione troppo grassa ai bassi si evidenzia con grosse fumate in accelerazione e riprese poco scattanti.

In realtà, è possibile che si verifichi un doppio minimo anche con una carburazione eccessivamente grassa ai bassi: infatti perché il motore resti acceso al minimo in queste condizioni si dovrà abbondare con il minimo meccanico. Questo fa sì che il motore resti accelerato dopo aver girato finché non si “riempie”. Come riconoscere se il doppio minimo è dovuto ad una carburazione troppo magra o troppo grassa ai bassi? Purtroppo in questo bisogna fare esperienza. Vista però la pericolosità di una carburazione magra ai bassi meglio aprire e cadere nel caso di una carburazione troppo grassa (ai bassi regimi).

Regolazione dei medi

La regolazione dei medi consente di modificare la posizione del getto dei massimi (e quindi della miscela) all’interno del tubo di Venturi (fig. 3).

 


Figura 3
 

 

In questo modo è possibile modificare il momento in cui il getto viene investito pienamente dal getto d’aria del Venturi.

Vediamo il caso in cui sia avvitato che ci permette di capire meglio. Il getto viene investito dal flusso d’aria solo quando il carburatore è già aperto. Questo comporta un passaggio molto brusco dai bassi agli alti regimi, ma per contro una minore modulabilità del comando del gas.

Cosa sono i rasamenti
   di Massimiliano GTV

I rasamenti non sono altro che delle rondelle (generalmente) di alluminio (Al, freccia blue di fig. 1) o di rame (Cu, freccia rossa di fig. 1) di spessore variabile tra 0,05 mm e 0,20 mm. Sono inserite tra il cilindro e il sottotesta (o tra il cilindro e la testa di raffreddamento, qualora il motore sia sprovvisto di sottotesta) e permettono di raggiungere due scopi: il primo è quello di assicurare una perfetta tenuta fra il sottotesta e il cilindro (in assenza del sottotesta ciò è garantito fra la testa di raffreddamento e il cilindro); il secondo è di regolare l'esatto rapporto di compressione stabilito dalla casa costruttrice.

fig. 1



Solitamente il motore è consegnato con un solo rasamento e va utilizzato con un tipo di miscela consigliato dalla casa (gereralmente inferiore o uguale al 16%). In assenza di ciò partite dal presupposto che se volete impiegare una miscela con una percentuale di Nitrometano più alta dovete comperare altri rasamenti (il kit è rappresentato da una confezione in nylon dove nel suo interno sono presenti 10 rasamenti da 0,05 mm, oppure 10 rasamenti da 0,20 mm). Ciò comporta una diminuzione della compressione quando il pistone si trova al PMS (punto morto inferiore). Tuttavia, si compensa la più alta potenzialità dello scoppio.

Ma tutto questo come viene eseguito?

  1. Svitare le 4 (o 6) viti di bloccaggio presenti sulla testa di raffreddamento.

  2. Rimuovere la testa di raffreddamento facendo attenzione a non far cadere il rasamento che solitamente, per gravità, si stacca dalla stessa. E proteggere con un pezzo di stoffa ben pulito il cilindro e il pistone (che ora risultano scoperti) dalla polvere e da altri oggetti estranei (nel caso che il motore presenti sottotesta allora il cilindro e il pistone risultano scoperti solo dopo che avete rimosso oltre che la testa anche il sottotesta).

  3. Aggiungere nella sede ricavata nella testa (o nel sottotesta) un numero di rasamenti pari all'incremento di percentuale di Nitrometano che intendete impiegare (nel conteggio dovete escludere il rasamento inizialmemte presente poichè esso viene solitamente impiegato per miscele con Nitrometano inferiore o uguale al 10%).
    ESEMPIO
    Se inizialmente utilizzavate una miscela al 10%, ma ora volete passare ad una con un tenore di Nitrometano più alto, ad esempio 16%, dovete calcolare l'incremento che è pari a:

    Incremento = 16% - 10% = 6% (1)

    Poichè per ogni 5% di Nitrometano, aggiunto alla miscela, bisogna aggiungere un rasamento da 0,10 mm allora per sapere quanti rasamenti occorrono bisogna applicare la seguente divisione:

    N° rasamenti = (Incremento in %) / 5% = 6%/5% = 1,2 (2)

    Non potendo disporre di 0,2 rasamenti allora si prende la parte intera (numero senza virgola) del risultato della (2). Ovvero 1 anzichè 1,2.

    Osservazione 1: se la prima cifra dopo la virgola è inferiore a 5, il risultato ottenuto dalla formula (2) viene preso in difetto (esempio: 1,3 si prende 1). Mentre, se la prima cifra è maggiore o uguale a 5 ,il risultato si prende in difetto (esempio: 1,6 si prende 2). E' chiaro che questo criterio deve intendersi come primo suggerimento poichè sta a voi stabilire, in base alla risposta del vostro motore, se aggiungere o togliere i rasamenti rispetto al valore iniziale ottenuto con la formula (2).
    Nel nostro caso utilizzeremo un solo rasamento. Pertanto, nella sede della testa (o del sottotesta) dovete aggiungere oltre a quello presente un altro rasamento da 0,10 mm (oppure impiegando un rasamento da 0,2 mm rimuovendo, però, quello dato dalla casa).

  4. Rimuovere il panno di stoffa sopra il cilindro.

    Attenzione: la testa di raffreddamento è dotata di una fresatura che permette il passaggio di aria per raffreddare la candela. Questo passaggio va montato nel senso di moto dell'automodello. Qualora non riusciate a notare tale passaggio allora con un pennarello indelebile di colore nero tracciate una linea che congiunga la testa il sottotesta (eventualmente presente) e il carter. Almeno così i tre elementi (o due) sono orientati. E il montaggio lo eseguirete riallineando i tre segmenti di pennarello.

  5. Qualora sia presente, posizionare il sottotesta assieme ai rasamenti facendo attenzione ad orientare i fori della stessa con quelli del carter.

  6. Posizionare la testa nella sede del sottotesta (o nella sede del cilindro qualora quest'ultima non sia presente) orientando i fori per le viti di bloccaggio con i fori del carter.

  7. Inserire le viti di bloccaggio ed avvitarle senza bloccarle. La chiusura finale deve essere fatta in modo graduale e secondo una croce (ad es.: se le viti sono 4, avvitare progressivamente prima la 1, poi la 3, poi la 2 ed infine, la 4, vedi fig. 2. Mentre, se le viti sono 6 allora la sequenza é 1-4-2-5-3-6. Attenzione le viti non sono numerate ma siete voi che le numerate a mente. Ciò viene fatto per garantire una migliore tenuta e assesto fra le parti.



Osservazione 2: è utile ricordare che al livello del mare, quando la pressione è bassa e l'aria è umida, il motore deve essere un po' scompresso. Ciò, solitamente, sarà ottenuto aggiungendo un rasamento da 0,10 mm per ogni 8% di Nitrometano presente nella miscela (per i calcoli fare affidamento alle formule (1) e (2)). Oppure riducendo semplicemente la percentuale di Nitrometano (un -5% alla volta rispetto a quella che si usava in precedenza).
Mentre, per quote superiori a 500 m, il motore dovrà, al contrario, essere più compresso: ciò potrà essere ottenuto aggiungendo, in modo proporzionale, una miscela con una più alta percentuale di Nitrometano (un +5% alla volta rispetto a quella che si usava in precedenza). Oppure rimuovendo un rasamento da 0,10 mm per volta fino a quando la temperatura in prossimità della candela è compresa fra 100°C e 110°C.

Osservazione 3: è bene ricordarsi che tali rasamenti, in virtù delle possibili modifiche citate devono essere sempre presenti (minimo uno). Altrimenti si rischia di far sbattere il pistone contro la testa (o il sottotesta). Ciò lo si nota anche dal fatto che il cielo del pistone presenta un colore bronzeo solo al centro e un colore sabbiato (a forma di anello) lungo la circonferenza dello stesso. Infine, non si garantisce una perfetta tenuta stagna fra i due elementi carter-testa di raffreddamento (o sottotesta)

Osservazione 4: l'aggiunta o la rimozione dei rasamenti comporta, oltre a quello gia detto, una modifica alla curva di erogazione. Infatti, aggiungendo rasamenti si aumenta la spinta agli alti, rimuovendoli si aumenta la spinta ai bassi. Stesso discorso vale per il collettore e il manicotto del filtro: più corto, il motore spinge agli alti; più lungo, il motore spinge ai bassi.

ATTENZIONE: I CRITERI PRECEDENTEMENTE ESPOSTI SONO DI TIPO SEMPLICISTICO. PERTANTO, ESSI NON HANNO LA PRETESA DI SOSTITUIRE L'ESPERIENZA CHE UNO ACCUMULA IN TANTI ANNI DI PISTA MA SOLO DI DARE UN PRIMO SUGGERIMENTO A COLORO I QUALI DI ESPERIENZA NE HANNO BEN POCA!

 

 

 

Contenuti
 

 
Ricerca
 
 

Foto
   
 

Messaggi
   
 

Visitatori
 





 

Segnalato:
 

 

 

© A.Avellone 2003-2005

Design by Vocinelweb.it Free Web Templates